L’antica arte del “Tombolo” di Mirabella Imbaccari

C’è una Sicilia fatta di pizzi e merletti. Ancora oggi le donne di Mirabella Imbaccari possono fregiarsi del titolo di “maestre d’arte”, degne custodi dell’Opera del Tombolo.

La Sicilia offre al visitatore un’infinità di scorci e di territori da scoprire, assaporare e persino da vivere. Tra questi ve ne è uno – a metà strada tra Piazza Armerina e Caltagirone, al limite delle provincie di Enna e Catania – tra ridenti noccioleti e dolci colline: parliamo di Mirabella Imbaccari. Si tratta di un piccolo scrigno di importanti tesori architettonici come la Chiesa Matrice intitolata alla Madonna delle Grazie – insigne testimone del barocco di questa parte dell’Isola – o il Palazzo Biscari che, con le curve dei suoi balconi, il severo portale d’ingresso domina il paese.

Ma il vero tesoro che custodisce Mirabella Imbaccari è senza dubbio rappresentato dall’attività artigianale dei merletti a tombolo, vanto delle donne del paese.

Come si lavora al “Tombolo” ?

Il tintinnio dei fuselli intreccia storia, artigianato e una grande passione. Una musica che stupisce e ammalia quando le donne realizzano i merletti al tombolo, vere e proprie opere d’arte. Abilità, pazienza ed esperienza che le donne mirabellesi si tramandano da madre in figlia da decenni.

Il finissimo intreccio di filo di lino e cotone racconta di una tradizione che risale al 1910, quando l’opera del Tombolo – nata

Donne giapponesi che lavorano al Tombolo

come opera sociale finalizzata a dare occupazione alle giovani donne del paese – venne ufficialmente istituzionalizzata con l’insediamento di alcune suore dell’Ordine di Santa Dorotea, attuali abitanti del Palazzo che un tempo fu dei principi di Biscari, fondatori di Mirabella Imbaccari. Da quel momento il tombolo è divenuto l’elemento caratteristico della cittadina siciliana tanto che nel 1986 è stata istituita la Mostra Mercato Permanente del Tombolo. Oggi i pregiati pezzi al tombolo creati dalle mani sapienti delle “maestre d’arte” di Mirabella Imbaccari sono custoditi all’interno del Museo del Tombolo – inaugurato a marzo del 2012 dopo i lavori di ampliamento e riadattamento della ex Scuola Media – il punto di riferimento della cultura del merletto mirabellese. Abiti, arredi, personaggi del presepe e persino una rarissima ed antica Annunciazione rimandano all’operato paziente delle donne che da generazioni tessono finissimi e pregiati merletti, tramandandosi questa antica arte del ricamo.

«Tutto ha origine dalla fervida attività della principessa Angelina moglie di Ignazio Paternò Castello dei Principi di Biscari – afferma Filippa Martines (presidente del Consiglio Comunale di Mirabella Imbaccari) – che ha voluto promuovere le donne di questo paese regalando loro un’arte. Ancora oggi le giovani frequentano un corso professionale per imparare quest’arte proprio dalle ex allieve della scuola».

E le sorprese che cela questo angolo dell’Isola non finiscono qui: anche le donne giapponesi sono venute a Mirabella Imbaccari per imparare l’arte del tombolo. «Recentemente – continua Filippa Martines – abbiamo ospitato un gruppo di signore del paese del Sol Levante appositamente giunte in Sicilia per capire e imparare le nostre tecniche».

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