Violenza sulle Donne Pandemia Globale, intervista a Meri Lolini autrice del libro “Non ci sono più le rondini ?“

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Il 25 novembre si celebra in la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Organizzati flash mob e iniziative on line. La violenza di genere è un tema anzi è il tema che ritroviamo, sempre più spesso, nella cronaca di tutti i giorni
Ne parliamo con Meri Lolini scrittrice fiorentina, autrice del libro “Non ci sono più le rondini ?“ Una donna una storia , Edito da Aracne.

Un libro sempre attuale, molte le donne che vengono sottoposte a violenze  in maniera continua e sistematica per pretesti diversi. Perché la violenza sulle donne non accenna a diminuire ?

Questo romanzo è stato pubblicato da Aracne nel 2015. Vorrei iniziare motivando il titolo di questo romanzo.Infatti è con questo quesito, che la protagonista riflette sulla sua condizione di donna vittima di violenza ed arriva a comprendere, che nella nostra esistenza non solo non si vedono più le rondini che annunciano l’arrivo della primavera, ma non ci sono più tutti quei gesti e quelle azioni che facevano partecipi le persone nella vita quotidiana.E’ in questa società anonima, che  si manifestano i gesti efferati, che generano tanta sofferenza e tante umiliazioni. La donna spesso giustifica questi atteggiamenti di gelosia esasperata del compagno o del marito come testimonianze di un amore “violento” che lui le dimostra ed in virtù di scuse accompagnate da qualche lacrima,  lei si lascia persuadere che lui è solo così che la può amare. Ci sono dei casi nei quali la donna si fa convincere, che quelle violenze che subisce dal suo lui, sono la risposta al suo atteggiamento non troppo adeguato e quindi con il senso di colpa giustifica la violenza che subisce e così non riesce a reagire. La protagonista della storia è una giornalista ed il suo aguzzino è un importante politico ed ambientando questa narrazione in una situazione sociale ed economica agiata ho voluto ribadire che queste situazioni si manifestano trasversalmente in tutti i livelli della nostra società.

L’organizzazione mondiale della sanità ha presentato questi dati : il35% delle donne nel mondo è vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte del  partner o di sconosciuti. Il 38% dei femminicidi  avviene per mano del proprio compagno e il 30% dei maltrattamenti ha inizio in gravidanza. Quali sono le forme della violenza sulle donne ?

Al genere femminile sono stati associati in maniera automatica dei ruoli e dei comportamenti, che hanno reso la donna per troppo tempo confinata tra le pareti domestiche al servizio dei famigliari per tutti i loro bisogni.I percorsi scolastici delle donne non avevano fino a poco tempo fa la stessa valorizzazione di quelli del genere maschile. E’ questa condizione, che  ha creato un dislivello sia sociale che economico per la donna, che  troppo spesso non aveva un suo lavoro e quindi la sua indipendenza economica. Sono tantissimi i casi di violenza domestica subiti dal genere femminile all’interno della famiglia ad opera anche del genitore e poi dal coniuge. L’umiliazione subita con una manifestazione sia fisica che verbale ha costretto molte madri ad un isolamento terribile e spesso il dover giustificare quell’ematoma o quella ferita con qualche caduta accidentale, e’ stato causa di esasperazione ulteriore quelle menti fragili e violate.In queste unioni l’attività sessuale è vissuta dalla donna come una situazione da subire, per soddisfare quell’uomo, che spesso le usa con sfoghi d’ira risultato di qualche dipendenza come l’alcolismo. La gravidanza è vissuta da lei come una vita nel suo ventre, da proteggere e per lui come una scusa per non esprimere una sessualità, che non ha nulla per essere identificata come atto d’ amore.La statistica quantifica tutta questa violenza con dei numeri e le vittime la vivono sulla sua persona offesa e ferita e se tutto questo accade in presenza dei figli , loro sono le creature vittime della violenza assistita.

Una donna uccisa ogni tre giorni questa là statista che sembra non avere fine, soprattutto in questo momento di pandemia. Un momento storico che ha cambiato le nostre vite, ma non la violenza sulle donne, il cui luogo per eccellenza restano le mura domestiche .

 A luglio è stato pubblicato il mio ultimo libro che ha come tema la pandemia: “L’indimenticabile quarantena” edito da CTL Livorno e qui ho raccolto tutta una serie di brani, dove racconto le emozioni e le paure di questo periodo molto doloroso per tutto il nostro pianeta. La corsa a comprendere come si trasmettesse questo virus e come si potesse arginarne la grande contagiosità e come curare le persone infettate. E’ stato necessario contenere il contagio usando la maniera più sicura, quella di rimanere tutti chiusi in casa ed usare i dispositivi di sicurezza per non infettarci. Non è stato messo in conto che quell’isolamento per troppe donne non era del tutto sicuro. Infatti loro erano in  una compagnia costretta con il loro aguzzino. In quel periodo si sentivano le liti nelle case dei vari condomini e spesso questi contrasti hanno avuto conseguenze tragiche. Tante mogli e tante madri sono state aggredite dal loro LUI che con scuse orribili le hanno pestate a sangue e qualche volta si è arrivati al “femminicidio”.In alcune situazioni sono stati i vicini di casa a chiamare le forze dell’ordine e dare così il via sia alla cura della donna, che alle forme di isolamento cautelare per l’uomo, che non era arrivato ad essere un assassino.In quel periodo lei non poteva trovare rifugio con una fuga dalla sua famiglia di origine o dall’amica del cuore e quindi tutto era più rischioso ed esasperato.

Cosa può fare la società per cercare di arginare questo doloroso problema che mette in luce che soltanto la legge e le pene più severe forse non bastano .

 “Quando una persona è oggetto di violenza sia fisica che verbale, deve avere il coraggio di denunciare e non deve giustificare questi episodi con banali scuse. Per accogliere e tutelare queste persone è nato in Toscana il Codice Rosa ed ora è stato adottato anche nelle altre regioni.Il Codice Rosa è un percorso di accesso al Pronto Soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate. Quando è rivolto a donne che subiscono violenza di genere si parla del “Percorso per le donne che subiscono violenza”

Sempre per chiedere aiuto è stato allestito il 1522, che è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.”

 

Quanto la scuola può contribuire nella formazione e nell’educazione all’affettività?

Il compito della scuola è quello di istruire e formare. Questo per avere persone che siano in grado di scegliere consapevolmente e quindi la persona, che ha questa precisa caratteristica, non può e non deve compiere atti di violenza sia fisici che verbali verso i propri simili e quindi anche verso donne e minori. Non esiste nessuna giustificazione per atti violenti nei confronti delle persone e questi devono essere puniti in maniera esemplare e le vittime devono essere tutelate per il loro bene e quello delle persone a loro vicine.”

Tanti forse troppi i volti di donna,  di oggi e di ieri, segnati da violenze fisiche e psicologiche. Violenze nascoste nel proprio cuore per vergogna o per colpa ingiustificata. Volti inondate di dolcezza, volti sofferenti , nascosti da un velo di uno  chador.  Volti di madri rivolte verso un bimbo ancora non nato o volti rivolti ad un bimbo morente. Volti di donne impegnate in una guerra quotidiana, pazienti e rassegnate…..

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