Natale 2020, ecco come si stanno preparando i bambini e le mamme di Palermo

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Manca meno di un mese alla festa più attesa dell’anno e sono in molti a domandarsi come vivremo  il prossimo Natale. I bambini cominciano a scrivere  le letterine a babbo natale e si aspettano di trovare sotto l’albero il loro regalo preferito. Le case si illuminano di luci colorate e dalle finestre si intravede l’abete verde, simbolo di vita, di pace e  speranza.

A dare una risposta più precisa sappiamo che dovrà  essere il governo, che allo scadere dell’ultimo Dpcm, il prossimo 3 dicembre, dovrà fissare le nuove disposizioni volte a limitare il contagio da Covid-19 che saranno valide, appunto, durante le feste. Una cosa è certa non  sarà un natale come gli altri, fatto di cenoni, giocate a carte tra amici e parenti, viaggi e scambio di doni con calorosi abbracci… Per alcuni i preparativi natalizi in questo momento sono espressione di superficialità per altri è un momento di sana distrazione per altri ancora è mantenere viva, nonostante tutto, la tradizione del Natale.

Lo abbiamo chiesto a Myriam Leone mamma di due bimbi Michele e Pietro, docente presso l istituto Don Bosco di Palermo. “Pensare al Natale, in questo momento, NON è un’espressione di superficialità o, peggio ancora, di insensibilità verso tutti quelli che stanno male, che sono ricoverati e  che hanno avuto conseguenze ancora peggiori. Per tante categorie professionali (ristoratori, albergatori, negozianti…), già duramente provati dal lockdown, la riapertura nel periodo natalizio è una necessità per mantenere la propria famiglia e non uno sciocco capriccio da gente viziata.

Per tutti gli altri, cercare di mantenere un clima natalizio, fuori e dentro di sè, aiuta a riacquistare un po’ di quel buonumore e di quell’allegria che tanto ci è mancata in questi mesi… e da mamma farò di tutto perchè i miei bambini, già privati di qualunque forma di socialità, trascorrano un Natale sereno. Per ultimo, da credente, mi avvicino al Natale con la fede di chi sta per vivere un tempo liturgico forte, aggrappandomi quotidianamente alla speranza che questo terribile periodo passi… e che passi al più presto! Augurarsi “Buon Natale, proprio quest’anno, significa tanto…”

La riflessione di Myriam Leone ci porta a considerare il Natale non soltanto come  un periodo dell’anno,  ma uno stato della nostra mente. Avere uno spirito natalizio possiamo intenderlo come uno stato di attesa e  di buoni propositi che può portare un barlume di speranza nel mondo di oggi tanto provato dalla pandemia.

Siamo chiamati tutti cristiani e non cristiani ad essere alberi di speranza ad essere dono per gli altri a  cambiare il nostro modo di pensare. Ad essere sempre pronti ad entusiasmarci a desiderare nonostante il mondo oggi ci dica il contrario. Il simbolo di un piccolo presepe nelle nostre case ci ricorda la semplicità degli ultimi, esalta la povertà di chi non ha nulla ma gioisce dell’affetto dei propri cari, un presepe esalta ancora l umiltà di una donna che si fa madre di un mistero troppo grande.

Il tempo di Natale quest’anno sarà un tempo pieno di senso un Kairos,  che richiama all’essenziale: alla meraviglia di un bimbo che nasce che ci porta a sperare nonostante abbiamo il cuore triste.

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