L’educazione alla legalità inizia a scuola. Rosario Livatino: testimone credibile per i nostri giovani

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Nel plesso dell’ Olimpo, succursale dell’Istituto Superiore Ettore Majorana di Palermo, si respira ancora una volta aria di legalità.

Qualche giorno fa nell’atrio dell’istituto è stato istallato un pannello illustrativo dedicato alla testimonianza ed al sacrificio del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla “stidda” agrigentina il 21 settembre 1990 e proclamato Beato lo scorso 9 maggio ad Agrigento.

Il pannello, che descrive i momenti salienti della vita e dell’impegno del Giudice Livatino, è stato realizzato dagli studenti dell’istituto, con il supporto degli allievi dell’indirizzo grafico, guidati dai docenti del dipartimento di Religione Cattolica, attraverso un percorso di conoscenza e di approfondimento della figura umana e cristiana del giudice Beato.

Cosa rappresenta la figura di Rosario Livatino e come hanno vissuto i ragazzi e le ragazze questo importante momento, lo abbiamo chiesto a Pietro Puleo docente di religione cattolica dell’istituto Ettore Majorana di Palermo.

“La figura di Rosario Livatino è una testimonianza di “luminosa normalità”. Un uomo semplice, umile, discreto, dignitosissimo, che ha fatto il proprio dovere fino in fondo e senza sconti! Tutte queste doti lo rendono esemplare ma al contempo attuale. Per i ragazzi di oggi e non solo per loro, la santità è abbinata ad una sorta di anormalità; non è così! La vita ed il martirio del Beato Livatino, ci insegnano ancora una volta, che la santità, come ripete spesso Papa Francesco, è vivere la quotidianità rimanendo fedeli al Vangelo. I ragazzi hanno vissuto quest’esperienza con l’entusiasmo e la curiosità che li caratterizza,  quando si propongono loro, figure di testimoni concreti e credibili”. Lo ha affermato Pietro Puleo, docente di religione cattolica dell’istituto Ettore Majorana, di Palermo.

“I giovani di oggi hanno bisogno di punti di riferimento – continua Puleo – e questi ci sono e sono anche numerosi, basta metterli in evidenza e non permettere a nessuno di sottovalutarne il valore e la rilevanza“.

Ancora una volta la scuola si fa promotrice di legalità perché è attraverso l’educazione e la formazione  che si costruisce la persona e si educa, al bene comune e al senso della vita.

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