Il vino del Re Santo: la storia di Luigi IX divenuto Santo, indiretto testimone della regalità del vino siciliano

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Il "sonno" di Luigi "il Santo" Re di Francia nella botte di vino trapanese, di Rodo Santoro, 2012, collage di chine.

Sulle qualità del vino siciliano nulla da eccepire; dalle fiere internazionali ai simposi, dalle grandi aziende vitivinicole ai più rinomati ristoranti nazionali ed internazionali, dai più grandi esperti al comune consumatore, tutti concordano sulla sua eccellenza. Eppure c’è dell’altro, qualcosa di inaspettato, di sconosciuto a molti; lo straordinario è dietro l’angolo. È il caso della vicenda storica riguardante Luigi IX re di Francia, divenuto santo.

Chi era il Re Santo ?

Nato il 25 aprile 1214 in Poissy, venne incoronato re di Francia, assumendo fin da subito il compito, davanti a Dio e agli uomini, di diffondere il Vangelo. In seguito ad una grave malattia, nel 1244 la personalità di Luigi IX subì una

Luigi IX di Francia detto “Il Santo”

radicale conversione, al punto da fare voto di partire crociato per la Terra Santa. La sua impresa termino il 25 agosto 1270 al suo arrivo a Tunisi dove, indebolito dalle privazioni, soccombette alla dissenteria causata da un attacco di tifo.

I suoi compagni d’arme dovettero assumersi l’oneroso compito di far rientrare il corpo del loro sovrano in patria; la salma – adagiata con le braccia incrociate – fu riposta all’interno di una botte di vino siciliano arricchito di con spezie ed erbe odorose per evitarne la decomposizione. Il corteo navale partito da Tunisi, giunse a Trapani per proseguire via terra verso la Francia, risalendo l’intera penisola italiana, accompagnato dall’enorme favore popolare e dal succedersi dei miracoli, a testimonianza della riconosciuta santità del re. Il viaggio nella botte di vino terminò all’arrivo del prezioso carico nella basilica di Saint Denis; da quel momento si verificarono numerosi miracoli, tanto che Papa Martino IV nel 1282 ordinò un’inchiesta sulla vita di Luigi e su quegli eventi miracolosi e nell’agosto del 1297 con la bolla “Gloria laus” Bonifacio VIII lo canonizzò, divenendo da quel momento San Luigi dei Francesi, patrono dell’Ordine Francescano Secolare e del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.

Per alcuni anni, il suo cuore rimase nel Duomo di Monreale, prima di essere trasferito in Francia. Oggi, nella città normanna vi sono ancora tracce del passaggio di quel carico regale – poi divenuto santo – custodite nella tomba-altare fatta costruire dal cardinale Torres nel transetto sinistro; il sacello si trova in linea con quello di Margherita di Navarra, madre di Guglielmo II, fondatore della basilica. Per tre secoli – secondo quanto riportato nell’archivio storico del duomo – di San Luigi, a Monreale, furono conservate le viscere e due dita.

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