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Inizia il Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica

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«Il Sinodo si svolge in un contesto di grave e urgente crisi climatica ed ecologica che coinvolge tutto il nostro pianeta. Il riscaldamento globale del pianeta per l’effetto serra ha generato uno squilibrio climatico senza precedenti, grave e impellente […]. La terra non ce la fa più». È la prima osservazione che il Card. Cláudio Hummes, Arcivescovo Emerito di São Paulo, in qualità di Relatore Generale, rivolge ai partecipanti del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, sul tema: “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale” (6-27 ottobre 2019).

Un Sinodo che prende il suo avvio in questi giorni, e che è stato preceduto da numerose perplessità sia dal punto di vista pastorale che teologico.

Il Card. Cláudio Hummes prosegue la sua relazione e sottolinea un’altra questione che in questi giorni verrà discussa e che riguarda la carenza di presbiteri al servizio delle comunità locali in Amazzonia. Una situazione per la quale le comunità locali chiedono «si apra la strada all’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati residenti nelle comunità. Al tempo stesso, di fronte al gran numero di donne che oggi dirigono le comunità in Amazzonia, si riconosca questo servizio e si cerchi di consolidarlo con un ministero adatto alle donne dirigenti di comunità».

Altro problema riguarda le scarse risorse di acqua potabile in tutto il pianeta. «Per questo – afferma il Card. Cláudio Hummes – anche la Chiesa si sente chiamata a prendersi cura dell’acqua della “casa comune”, minacciata in Amazzonia principalmente dal riscaldamento climatico, dalla deforestazione e dalla contaminazione causata dalle miniere e dai pesticidi».

Fin dall’annuncio del Sinodo – ricorda Hummes –, «il Papa ha messo in chiaro che il rapporto della Chiesa con i popoli indigeni e con la foresta Amazzonica, è uno dei suoi temi centrali. Infatti, annunciando il sinodo e spiegando le sue finalità, Francesco ha detto: “Scopo principale di questa convocazione è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta” (Vaticano, 15.10.17)».

In apertura ai lavori sinodali le parole di Papa Francesco – rivolte in lingua spagnola ai padri sinodali presenti – indirizzano a quattro chiavi di lettura relativi al Sinodo: pastorale, culturale, sociale e ecologica.

Bisogna avvicinarsi alle popolazioni amazzoniche con rispettosa cautela, «rispettando la loro storia, le loro culture, il loro stile di vita, nel senso etimologico della parola, non nel senso sociale che spesso diamo». «I popoli – precisa Papa Francesco – hanno la propria identità, tutti i popoli hanno la loro saggezza, la consapevolezza di sé. I popoli hanno un sentimento, un modo di vedere la realtà, una storia, un’ermeneutica e tendono ad essere protagonisti della propria storia con queste cose, con queste qualità».

Il Pontefice sottolinea anche il pericolo delle ideologie che possono portarci ad interpretare un popolo: «Le ideologie sono riduttive e ci portano a un’esagerazione nella nostra pretesa di comprendere intellettualmente, ma senza accettare. Capire senza ammirare».

Infine, ai 184 padri sinodali, il Papa ricorda che «il Sinodo non è un Parlamento, non è un call center, non è un mezzo per mostrare chi ha più potere sui media e chi ha più potere tra le reti di imporre qualsiasi idea o piano».

Foto: vatican.va

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