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Il Presepe, segno e simbolo di una tradizione viva: Papa Francesco a Greccio domenica 1 dicembre

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Sarà a Greccio Papa Francesco, domenica 1 dicembre, nei luoghi che hanno dato vita alla tradizione del primo presepe vivente. Papa Francesco invierà, da Greccio, una lettera per far comprendere il significato del Presepe.

La nascita del Presepe

Era l’anno 1223 e San Francesco, che aveva avuto la gioia di vedere approvata da papa Onorio III la Regola dei suoi frati, esprime al nobile signore di Greccio Giovanni Velita il desiderio di mettere in scena la nascita di Gesu’. Ecco che da quel momento a Greccio, per la prima volta, la Messa di Natale, venne celebrata in una grotta e fu arricchita dalla presenza di personaggi viventi. 

Facendo rivivere la nascita di Gesù, Greccio diviene custode della memoria di quel Natale del lontano 1223, in cui san Francesco,  rappresentando il primo presepe vivente, volle «vedere con gli occhi del corpo» la povertà del Bambino di Betlemme.

Simbolo e significato

Il termine presepe deriva dal latino “prae” davanti e “saepes” recinto, ed indica propriamente ogni recinto chiuso, e quindi sia la mangiatoia che la stalla. Il luogo dove Gesù e’ nato. Oggi si può vedere la scena della Natività ambientata nei luoghi più vari: nelle stanze di una casa, in un rudere, in un fienile, sui gradini di un palazzo, nello spazio. I paesaggi molte volte non rispondono più all’originaria domanda di spiritualità, diventano solamente virtuosismi giochi costruttivi, momenti che suscitano lo stupore e rimandano comunque, al valore  escatologico della rappresentazione. Il simbolo,  nelle nostre case,  di un piccolo presepe sta ad onorare  la semplicità degli ultimi, sta ad esaltare la povertà di chi non ha nulla ma gioisce dell’affetto di coloro che gli sono accanto. Il presepe è ancora il  luogo dove si esalta l umiltà di una donna che si fa madre di un mistero troppo grande. 

Una tradizione millenaria

Non perdiamo la voglia, la gioia di fare presepe e di “essere” presepe….di fare “recinto” con coloro che amiamo, di essere “ grotta” per coloro che cercano riparo dalle difficoltà, dagli sguardi indifferenti di coloro che gli passano accanto. 

Le tradizioni muoiono se non sono continuamente rivissute. La Chiesa ha una tradizione, una  tradizione viva che si fonda sulla reale presenza di Cristo nella sua storia, proprio ciò che il presepe vuole rappresentare. Non a caso Cristo si trova al centro di quella grotta, di quel recinto, proprio a voler evidenziare che in Lui tutti possiamo trovare luce e riparo alla presenza di  tutto il creato: degli angeli, di uomini e di donne che portano le gioie e le fatiche delle loro vite, degli  animali e poi le case con la gente intenta nei propri mestieri: il mugnaio, il fabbro, il falegname. Ci sono i fiori e le piante, le acque di un fiume che scorrono lente, la luna, il cielo e le sue stelle che indicano la strada verso i nostri desideri. 

I simboli sono importanti solo se portano speranza in un mondo migliore viceversa rimangono simboli svuotati del senso più profondo. 

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