Nubifragio: A Palermo non c’è…!

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A Palermo non c’è giorno in cui il sole non riscalda il cuore e illumina le strade. Palermo disordinata ma di sconfinata bellezza è una città che suscita sentimenti contrastanti.

Palermo e’ “ esagerata “ cosi’ la definì un turista toscano, innamorato dei suoi mercati. Non c’è vicolo che non nasconda una bellezza artistica, una chiesa, un semplice fregio in un balcone, un edicola votiva. Bellezze che ci ricordano i tanti popoli che si sono succeduti e che l’hanno resa quello che oggi e’ una città accogliente e fiera.

A Palermo c’è una ricca e preziosa arte gastronomica, piatti che ti regalano esperienze sensitive e che coinvolgono palato, vista e olfatto . Ci sono uomini e donne che lavorano e che sono orgogliosi di vivere nella città di Falcone, Borsellino e di Padre Pino Puglisi di Fratel Biagio uomini che hanno contribuito e che contribuiscono,  attraverso le loro idee e le loro opere,  a tenere alta l immagine di una terra martoriata.

Chi vive a Palermo conosce le giornate di afa e di calura, tipiche dell’arrivo di sua maestà lo Scirocco che la brucia dentro e fuori . C’è anche la pioggia esagerata, ormai sempre più attesa. Arriva quando meno te lo aspetti, a volte il sole fa anche capolino, altre volte si nasconde tra le nuvole….e lei scende violenta, bagnandoci fino al midollo  quasi a volere spazzare via ciò che c’è .

Oggi Palermo si e’ svegliata con dei colori e dei suoni che non le appartengono.  La pioggia, questa volta non ha lavato e purificato le sue strade, al contrario le ha sporcate rivestendole di fango maleodorante.

Palazzine che, sembrano non reggere più il peso degli anni rischiano di venir giù, strade allagate fanno da letto, come fiumi, ad automobili. La gente corre si mette in salvo da una giornata come tante ..forse come troppe.

La pioggia ci ha ricordato le enormi responsabilità che quotidianamente bagnano Palermo fino ad infradiciarne le ossa. Ci ha ricordato i tanti giovani che vanno via in cerca di lavoro, di un futuro migliore, perché a Palermo lavoro non c’è ne.

La pioggia ci ha ricordato che a Palermo non c’è manutenzione, ci sono strade al buio, vie con buche rattoppate, cantieri a cielo aperto che fanno da cornice allo shopping e alle passeggiate domenicali. A Palermo non c’è codice della strada il motociclista supera a destra, l’automobilista posteggia sulle strisce, il pedone attraversa dove gli pare.

La pioggia ci ha ricordato che a Palermo non ci sono più fiori profumati e alberi di arance, ma solo erbaccia che aspetta da tempo di essere estirpata. La pioggia ci ha ricordato che bisogna ripensare ad un nuovo modello di città e a riprogettare il nostro habitat urbano. A Palermo, nonostante questo,  non c’è più rabbia, ne indignazione. Siamo bagnati e sporchi ma continuiamo a ironizzare tra un video e una foto da postare. Forse con una rabbia dentro che sa essere soltanto virtuale.

In questi giorni , a causa della pandemia, non c’e’ stato neanche il Festino. Palermo lungo le vie del cassaro non ha danzato e non ha cantato, non si e’illuminata con i suoi fuochi d’artificio davanti al suo golfo che sembra abbracciarla, tutto sembra sospeso e precario.

A Palermo qualcuno ha detto che “ Covid non c’è ne’ “perché forse non c’è niente ? Niente che pare turbare e che possa spaventare, niente che non siamo abituati ad affrontare , perché nell’emergenza noi siamo abituati a vivere .
A Palermo c’è un monte, si vede da lontano la sovrasta. Li c’è una donna,  la Santuzza, che i palermitani pregano affinché, anche nei giorni del Festino Sospeso, contini a prendersi cura di loro e di una città che merita riscatto e che vuole respirare aria nuova.

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