Continua il successo di “Monastero Wifi” di Costanza Miriano. Duemila persone riempiono la Basilica di San Paolo Fuori le Mura

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In questi giorni la grande Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura ha dilatato le sue navate per accogliere le duemila persone giunte di buon ora a Roma per condividere il secondo capitolo del “Monastero Wifi”, una iniziativa che Costanza Miriano – scrittrice e promotrice dell’evento – raccontava così già lo scorso anno in occasione del primo raduno: «Alcune amiche di tutta Italia mi hanno chiesto di passare una giornata a Roma a pregare insieme e io mi sono detta “vediamo se riesco a mettere insieme alcune delle persone di fede da cui mi sono alimentata io, in modo da farle conoscere anche a quelli che si sono fidati di me”. […] All’inizio dovevamo essere un gruppetto di amici in una parrocchia, poi la cosa ci è sfuggita di mano, e ci siamo ritrovati in duemila nella basilica più importante di Roma e del mondo».

Nessuna strategia di mercato, nessuna associazione, movimento o alto prelato dietro questa incredibile esperienza di fede, a tal punto semplice e inaspettata che l’unica maniera per motivarne il successo potrebbe riguardare soltanto l’opera dello Spirito Santo. È possibile, infatti, che duemila persone si muovino da diverse città italiane per recitare le lodi, ascoltare alcune catechesi, celebrare la Messa, pranzare, continuare l’ascolto delle catechesi, sostare in adorazione silenziosa e poi nel pomeriggio riprendere il viaggio per tornare a casa? Eppure, “Monastero WiFi” è tutto questo, e – precisa Costanza Miriano – «visto che questa idea, dunque, rispondeva evidentemente a un bisogno di tante persone che in giro per l’Italia (e non solo) desiderano una compagnia spirituale, visto che si è creata una comunione tra noi che abbiamo organizzato (Monica la bionda per prima) e tante persone che ci hanno offerto aiuti di ogni tipo, visto che nel frattempo tanta gente ha ripreso a pregare con più vigore, a volte da soli a volte in piccoli gruppi in giro in tante città – da Reggio Calabria a Torino passando per tutto il paese – abbiamo pensato di andare avanti. Su suggerimento del Cardinale si farà un incontro all’anno: questa volta la Parola di Dio, il prossimo la preghiera, poi la confessione, l’eucaristia e il digiuno (quello sarà più facile da organizzare, senza pausa pranzo!), cioè uno per ciascuno dei cinque pilastri della vita spirituale».

Il tema di questo secondo appuntamento era “la parola di Dio” e a guidare le catechesi si sono avvicendati: padre Maurizio Botta (La Parola come seme da coltivare), suor Fulvia Sieni (La Parola di Dio che matura e trasforma la vita), don Vincent Nagle (La Parola, cioè Gesù Verbo di Dio, che muore), padre Antonio Maria Sicari (La Parola fatta carne nei santi), don Pierangelo Pedretti (come imparare a scrutare la Parola), don Alessio Geretti (Le Lodi Mattutine), don Fabio Rosini (Celebrazione della Santa Messa), don Antonello Iappica (introduzione all’adorazione silenziosa).

Questa particolare iniziativa nasce dall’attenzione e dalla stima suscitata dagli scritti che Costanza Miriano pubblica nel suo blog e nei suoi libri. Una giornalista che non manifesta nessuna particolare velleità di successo, capace di riflettere con cattolica saggezza sui principali temi che riguardano la fede cristiana. Forse è proprio questo il suo vero successo: l’essere cattolica, schierata soltanto dalla parte di Cristo.

Foto: varesenews.it

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