Papa Giovanni Paolo II… Magno subito!

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Oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, il pontefice polacco che per quasi 27 anni ha governato la Chiesa cattolica. Nonostante siano trascorsi quattordici anni dalla sua morte – Wojtyła rimane una delle figure più amate dai fedeli e anche da numerosi non credenti di tutto il mondo.

“Santo subito!”. Bisogna ritornare indietro nel tempo (aprile 2005) per rintracciare l’input iniziale – inaspettato e unanime – che ha portato in breve tempo (meno di 10 anni) Giovanni Paolo II agli onori degli altari. Era la folla radunata in Piazza San Pietro, per prendere parte ai funerali del gande pontefice polacco, ad acclamare e a riconosce con dirompente convinzione la santità di Giovanni Paolo II.

La Chiesa ha tenuto conto di quella sorprendente richiesta di santità, non ha considerato il grido, “Santo subito”, espresso dai fedeli, come un momento di effimera commozione collettiva. Il Popolo di Dio, infatti, – come accaduto in passato nella storia della Chiesa – diventa talvolta espressione del cosiddetto “sentire comune” generato da Dio. Gesù stesso – ricorda l’evangelista Giovanni – rivelava ai discepoli: «Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future» (Gv 16, 13).

Forse, oggi, i tempi sono maturi per riconoscere e attribuire a Giovanni Paolo II il titolo di “Magno”, come altri illustri suoi predecessori (Leone e Gregorio Magno). La vasta produzione magisteriale realizzata in 27 anni di pontificato e l’indiscussa riconoscenza della stragrande maggioranza dei cristiani e di altre componenti interreligiose, oltre all’essere stato artefice del crollo dei totalitarismi e di innumerevoli interventi diplomatici in favore della pace, dovrebbero bastare per motivare il titolo di San Giovanni Paolo II Magno!

Giovanni Paolo II venne eletto Papa il 16 ottobre del 1978, ma la memoria liturgica è stata fissata il 22 ottobre, giorno che segna l’inizio del suo pontificato, e in quella occasione il Pontefice polacco disse: «Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergere in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo. Colui che è nato dalla Vergine Maria, il Figlio del falegname – come si riteneva –, il Figlio del Dio vivente, come ha confessato Pietro, è venuto per fare di tutti noi “un regno di sacerdoti”. Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato il mistero di questa potestà e il fatto che la missione di Cristo – Sacerdote, Profeta-Maestro, Re – continua nella Chiesa. Tutti, tutto il Popolo di Dio è partecipe di questa triplice missione. […] Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile, fiduciosa preghiera: “O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà! Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto! Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi”».

Foto: Famiglia Cristiana

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