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Persecuzioni cristiane. “Da mesi denunciamo quanto accade in Burkina Faso, ma nessuno ci ascolta!”

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Foto tratta dal web

Un altro attentato contro i cristiani si è verificato in questi giorni in Burkina Faso. Quattordici fedeli sono stati uccisi da un gruppo di terroristi nella chiesa protestante nel governatorato di Fada N’Gourma, vicino al confine con il Niger. Si tratta dell’ennesima strage perpretata in odio alla fede cristiana, una vera e propria persecuzione contro chi si professa cristiano, di cui spesso non si ha notizia se non attraverso l’unica fonte di informazione, Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACS), che si “preoccupa” di aggiornare la nostra coscienza.

Ed è proprio nel sito di ACS che viene riportato l’accorato appello di monsignor Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya. «È in atto – ha dichiarato il Vescovo – una persecuzione dei cristiani. Da mesi noi vescovi denunciamo quanto accade in Burkina Faso, ma nessuno ci ascolta. Evidentemente preferiscono tutelare i propri interessi». «L’attacco – prosegue monsignor Kientega – non è stato rivendicato, così come non sono stati rivendicati i precedenti – afferma il vescovo – e dunque non sappiamo se si tratti di uno o più gruppi. Quel che è certo è che stanno mettendo in atto una propaganda islamista e cercano di innescare un conflitto tra religioni in un Paese in cui cristiani e musulmani sono sempre andati d’accordo».

Appelli inascoltati, accompagnati spesso dal silenzio delle istituzioni e dei principali mezzi d’informazione. Una tipologia di notizia, questa, che rischia di mettere all’angolo le iniziative di dialogo con le altre culture religiose, mentre dall’altra parte del mondo i cristiani continuano ad essere uccisi, e le loro terre confiscate.

In un recente incontro delle Conferenze Episcopali di Burkina Faso, Niger, Mali, Costa d’Avorio e Ghana – dichiara monsignor Kientega – «ci siamo chiesti come sia possibile che tanti non conoscano la nostra situazione, che i governi e i media occidentali non ne diano notizia. Evidentemente tante potenze occidentali hanno interesse affinché continuino le violenze e i loro profitti sono più importanti delle nostre vite». E ancora: «Il mondo deve guardare a quanto accade in Burkina Faso e le potenze occidentali devono fermare chi commette questi delitti, anziché vendere loro le armi che usano anche per uccidere i cristiani. Noi siamo perseguitati ma conserviamo la fiducia nel Signore e speriamo che presto tutto ciò possa finire. Grazie a tutti voi per le vostre preghiere».

Le persecuzioni dei cristiani, purtroppo, non sono terminate con L’Editto di Costantino (313), e certamente fa riflettere il fatto che dal lontanissimo 313, davvero poco sia stato fatto nel mondo per arginare giuridicamente questa feroce mattanza umana.

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