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Bufera in Vaticano per la prossima pubblicazione di Benedetto XVI e del cardinale Sarah

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Bufera nei corridoi vaticani sollevata dall’imminente pubblicazione del libro del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, redatto insieme al papa emerito Benedetto XVI, in difesa del celibato dei sacerdoti. A chi lo accusa di aver utilizzato impropriamente l’immagine del Pontefice emerito, il cardinale Sarah (attraverso Twitter, annunciando nelle prossime ore un ulteriore dichiarazione) risponde: «Gli attacchi sembrano implicare una bugia da parte mia. Queste diffamazioni sono di gravità eccezionale […]. Dichiaro solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro».

Il contenuto di questo libro – Des profondeurs de nos cœurs, che sarà pubblicato in Francia da Fayard il 15 gennaio, e successivamente in lingua italiana – riapre l’annosa questione circa il celibato dei sacerdoti discusso vivacemente durante il recente Sinodo amazonico. «La crisi che attraversa la Chiesa è sorprendente […]. Noi – dichiara Robert Sarah in una intervista a “Le Figaro”, rilanciata da “La Nuova Bussola Quotidiana” – abbiamo assistito in questi ultimi mesi ad una strumentalizzazione della situazione in Amazzonia. I media, i commentatori e le auto-proclamate autorità morali hanno voluto far pressione sui vescovi. Si è voluto far credere che il celibato ecclesiastico non sia altro che una disciplina recente. Si sono accumulate menzogne storiche, approssimazioni teologiche. Hanno voluto farci credere che l’ordinazione di uomini sposati o la creazione di ministri femminili fossero la soluzione di tutti i nostri mali. Con Benedetto XVI, non abbiamo voluto chiudere gli occhi. I problemi sono incommensurabili. Abbiamo una comune convinzione: la sola riforma possibile per la Chiesa è il ritorno alla radicalità del Vangelo».

«Al cuore della crisi del sacerdozio – prosegue il Porporato –, c’è la dimenticanza di Dio. Quando la vita di un prete non è più ancorata alla fede e a Gesù Cristo, tutte le derive diventano possibili. Se si guarda ai preti come ad altro rispetto che a uomini interamente votati e consacrati a Dio, allora li si condanna ad essere nient’altro che degli assistenti sociali, dei piccoli fornitori di servizi. Il prete cattolico dona tutta la sua vita per essere strumento nelle mani di Dio. Non per svolgere la funzione di un animatore socio-spirituale nella società globale dei consumi. Essere prete non è un mestiere che lascia del tempo libero per una “vita privata” e per gli hobby. Essere prete vuol dire seguire Cristo sulla croce per amore, 24 ore su 24. E’ una condizione di vita. Il mondo, una piccola minoranza che agisce anche dentro la Chiesa, alcuni vescovi stessi, lo hanno dimenticato. Benedetto XVI ed io non abbiamo paura a denunciare questo problema e ad affrontarlo, guardandolo in faccia».

Il cardinale Sarah, inoltre, si rivolge ai sacerdoti citando le parole di Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura! Siate fieri del vostro celibato! Voglio ribadire a loro che un prete fedele, povero e debole all’apparenza, fa tremare le potenze di questo mondo. Il celibato è uno scandalo per il mondo, perché è l’affermazione che Dio non sia un’idea, ma un Essere vivente al quale si può donare tutto il corpo, tutto il cuore, tutta la capacità di amare. La nostra vita sacerdotale non ha senso, se non si fonda su Dio. Rende Dio presente in questo mondo, che lo respinge e lo teme. Voglio dunque lanciare un appello ai preti, perché entrino in una vita in cui Dio sia il loro unico punto di appoggio. Non solo una vita di castità nel celibato, ma anche una vita di povertà, di spoliazione, di obbedienza, di fratellanza. La nostra vita sacerdotale è prima di tutto una vita di unione con Gesù, dunque una vita di preghiera».

Le anticipazioni contenute nel libro di Benedetto XVI e Robert Sarah stanno già facendo il giro del mondo; in tanti ne discutono e s’interrogano, e sarebbe un vero peccato – attraverso il rimpallo di meri pettegolezzi e strumentalizzazioni – impedire all’intelligenza del cuore umano la possibilità di riflettere seriamente sull’importante questione.

In tarda mattinata giunge un comunicato che chiarisce, o forse complica l’intera vicenda. L’Arcivescovo Georg Gaenswein, Segretario particolare di Benedetto XVI e Prefetto della Casa Pontificia,  ha, infatti, rilasciato la seguente dichiarazione: «su indicazione del Papa Emerito ho chiesto al Cardinale Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni».

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