L’anima viaggia un passo alla volta, il primo libro del più famoso travel photographer italiano

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Stefano Tiozzo faceva il dentista. Oggi è uno dei più accreditati fotografi e documentaristi italiani. Il suo primo libro “L’anima viaggia un passo alla volta. Da Capo Nord all’Holi Festival, ventimila leghe intorno al mondo“, pubblicato da Edizioni Terra Santa, non è solo una grande travel story, ma un’avventura personale di trasformazione. È l’itinerario di un’anima giovane, che ha cercato a lungo prima di raggiungere armonia, amore e determinazione a lasciare un segno positivo nel mondo. Si domanda l’autore: «Dei tanti momenti che ho amato alla follia in quel capolavoro [il film La leggenda del pianista sull’oceano, che era andato a vedere a 13 anni con il fratello], ce n’è uno che mi è rimasto impresso, e che potremmo definire come la “filosofia del quadro”. Il protagonista, per introdurre un momento cardine della sua narrazione, si chiede quali siano le misteriose leggi che determinano il momento in cui un quadro decide di cadere da un muro, dopo anni e anni, appeso e sempre fermo, in silenzio, senza muoversi di un millimetro, all’improvviso e senza preavviso… FRAM! Il sostegno si rompe, e il quadro cade per terra. Chi ha deciso che dovesse cadere proprio in quel preciso istante? Cos’è che lo ha fatto cadere? C’era un qualcosa di programmato, di predestinato, o era tutto assolutamente casuale?». Sono le domande con cui Stefano inizia questo percorso. «Avevo da poco compiuto 26 anni. A quel tempo, il mio quotidiano era solidamente incastrato su due binari tanto paralleli quanto inamovibili: da una parte ero il Dottor Jekyll, un giovane dentista agli inizi della carriera – a detta altrui molto promettente – che godeva di ottima considerazione, sia negli ambienti professionali, sia tra i suoi pazienti. Dall’altro, ero Mister Hyde, un musicista amatoriale che covava in segreto il sogno del successo, di sfondare e riempire gli stadi di tutto il mondo a suon di schitarrate ignoranti e micidiali riff di sintetizzatore». Alcuni anni fa, sente che l’ossessione per l’aurora boreale non è un capriccio, né il desiderio di un momento. È il suo primo passo verso una più profonda consapevolezza e una nuova visione della realtà. Con forti esperienze spirituali, come a Gerusalemme: «Era Pasqua, e la Pasqua, si sa, a Gerusalemme è tutta un’altra storia. Non saprei sinceramente descrivere l’atmosfera della città, perché probabilmente al tempo non ero ancora in grado di distinguere le mie percezioni e portarle alla luce con qualche parola, ma si può certo dire che nell’aria c’era qualcosa di speciale, su questo eravamo tutti d’accordo. Dopo essere usciti dalla Basilica del Santo Sepolcro, accadde l’inaspettato. Trovammo la strada bloccata da un gruppo di turisti asiatici, forse coreani. Capimmo presto che non erano semplici turisti, bensì un coro in pellegrinaggio. Una volta assunta la formazione, i coristi iniziarono a cantare per la gente che passava di là. Cantarono per circa 15 minuti, non di più, ma in quei 15 minuti successe qualcosa, e anche qui, non mi era dato sapere che cosa. Ricordo ancora oggi che piangevo, ero in uno stato di commozione e beatitudine di cui non avevo memoria, mi pareva di aver sentito un insieme di angeli cantare nel salotto di casa mia. Quella fu forse la prima forte esperienza spirituale della mia vita». Poi c’è l’odissea Torino-Pechino, una seconda impresa che lo mette in contatto con la Russia. E infine l’India, con l’esplorazione di quel «mondo invisibile» che lo porterà a intensificare il proprio rapporto con la spiritualità, esploso dopo l’incontro con il maestro Paramahamsa Vishwananda, che cambierà la sua esistenza insegnandogli ad ascoltare quella «voce interiore» in grado di mostrargli la sua nuova rotta.

 

Stefano Tiozzo

L’Autore

Stefano Tiozzo fotografo professionista, documentarista e storyteller, è nato a Torino nel 1985. Dopo la laurea in Odontoiatria, riceve in regalo la sua prima reflex. Presto alla passione per la fotografia si aggiunge quella per il viaggio, che lo porta a scoprire la bellezza del mondo, affiancandovi l’ambizione di volerla raccontare tramite i suoi reportage, che presto diventano i più popolari del web in Italia. Guida spedizioni fotografiche nei più suggestivi angoli della Terra. Pensa che piantare alberi sia più utile che fare manifestazioni per l’ambiente e per questo ha ideato e fondato SEVAproject.it.

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