Benedizione “Urbi et Orbi” di Papa Francesco, gesto unico nella storia

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Questa sera alle 18.00 Papa Francesco impartirà, affacciandosi sul sagrato deserto della Basilica di San Pietro in Vaticano – la benedizione “Urbi et Orbi” ossia “alla città [di Roma] e al mondo”. E’ un atto che nessun altro vescovo può realizzare e che può aver luogo in modo efficace attraverso i mezzi di comunicazione per il bene dell’anima dei fedeli.
Dopo gli appuntamenti di mercoledì 25, con il Padre Nostro recitato insieme al papa, e il Rosario recitato a distanza per iniziativa di Avvenire e di altri media cattolici, un altro appuntamento importante è quello di oggi venerdì 27 marzo.  Per l occasione nella piazza è stato spostato il Crocifisso venerato dal papa il 15 marzo scorso nella chiesa di San Marcello al Corso a Roma. Il Crocifisso, oggetto di profonda venerazione da parte dei romani fin dal 1519, ( rimase illeso nel grande incendio che colpì la chiesa nel cuore di Roma,) rimarrà a San Pietro fino a quando la pandemia non sarà finita.
La benedizione Urbi Et Orbi è di solito possibile solo in tre occasioni: quando viene eletto il Successore di Pietro, a Natale e a Pasqua. Nella storia non aveva mai avuto luogo .
Secondo la tradizione teologica cattolica, la benedizione “Urbi et Orbi” concede la remissione delle pene dei peccati già perdonati, ovvero un’indulgenza plenaria in base alle condizioni stabilite dal Diritto Canonico ed esplicitate dal Catechismo (n. 1471-1484).
Attraverso la preghiera, come ha detto Papa Francesco, in questi giorni, possiamo chiedere la fede, che deve sempre supportare la preghiera , la perseveranza e il coraggio di stare là dove ci troviamo.
Coltiviamo la speranza che la sosta nel deserto di questi giorni, passerà.
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