L’esposizione delle Sindone negli schermi televisivi e social di tutto il mondo

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Sabato Santo, 11 aprile prossimo, alle ore 17:00, l’Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia guiderà la preghiera davanti alla Sindone, nella cappella dove il Telo è custodito. Sarà una liturgia di preghiera e contemplazione che verrà trasmessa sia in diretta televisiva sia sui canali e le piattaforme social. «Migliaia e migliaia – ha affermato mons. Nosiglia – sono i messaggi che mi pervengono dalla gente, anziani e adulti e giovani, sani e malati per chiedermi che, nel momento di grave difficoltà che stiamo attraversando, si possa pregare durante questa Settimana Santa davanti alla Sindone, per impetrare da Cristo morto e risorto – che il Sacro Telo ci presenta in un modo così vero e concreto – la grazia di vincere il male come ha fatto lui, confidando nella bontà e misericordia di Dio».

Si tratta di un’ostensione diversa rispetto a quelle avvenute in passato, poiché il Telo sindonico rimarrà nella teca dov’è custodita da alcuni anni – dopo l’ultimo incendio subito – con un sensibilissimo sistema di protezione.

La Sindone – il reperto archeologico più studiato al mondo – pone delle domande, alla scienza, alla storia e al cuore di ogni uomo, e le risposte spesso sembrano non appagare il razionale equilibrio scientifico. Eppure, chi si trova in pellegrinaggio davanti a quel lenzuolo funerario riesce persino ad entrare in dialogo con il misterioso Volto della Sindone.

Durante l’ostensione del 2010, Papa Benedetto XVI, recandosi a Torino per venerare il prezioso lino sindonico, disse: «Come parla la Sindone? Parla con il sangue, e il sangue è la vita! La Sindone è un’Icona scritta col sangue; sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato destro. L’immagine impressa sulla Sindone è quella di un morto, ma il sangue parla della sua vita. Ogni traccia di sangue parla di amore e di vita. Specialmente quella macchia abbondante vicina al costato, fatta di sangue ed acqua usciti copiosamente da una grande ferita procurata da un colpo di lancia romana, quel sangue e quell’acqua parlano di vita. È come una sorgente che mormora nel silenzio, e noi possiamo sentirla, possiamo ascoltarla, nel silenzio del Sabato Santo» (Benedetto XVI – Torino, 2 maggio 2010).

Nella speciale preghiera dell’11 aprile prossimo la novità che coinvolgerà tutto il mondo sarà la «diretta social». Nei prossimi giorni la diocesi di Torino fornirà ulteriori informazioni dettagliate sui canali tv e sugli indirizzi web attraverso cui sarà possibile seguire in diretta la preghiera davanti alla Sindone.

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