Ha inizio la festività ebraica di Pesaq

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“Perché questa sera è diversa da tutte le altre sere? Rispondere alla domanda che i bambini come da tradizione hanno fatto durante il seder di Pesach, la Pasqua ebraica, quest’anno sarà ancora più difficile. «Siamo di fronte a una diversità ulteriore – dice Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana – che speriamo resti isolata ma che sarà una nuova esperienza e porterà un momento di riflessione. La riscoperta di valori antichi e questa sopraggiunta necessità collettiva che ci impone di festeggiare ciascuno a casa sua, rispettando il precetto più importante, quello di proteggere la vita nostra e degli altri». La festa di Pesaq è iniziata mercoledì 8 aprile e ha termine la sera di giovedì 16 aprile. Il termine significa passaggio, e ricorda la liberazione degli Israeliti dalla schiavitù Egizia.

Una festa di Pesach diversa, quella di quest’anno, per i nostri fratelli ebrei che come tutti restano chiusi in casa, come durante la schiavitù d’Egitto. La tradizione vuole che Pesaq inizi con la lettura dell’Haggadah, una sorta di guida per il pasto. Al centro della cena, si trova il piatto del seder, che contiene 6 cibi simbolici, ognuno dei quali ha un significato particolare nella storia della Pasqua ebraica. 4 calici di vino vengono consumati in varie fasi del racconto e la matzah viene consumata 3 volte. I successivi sette giorni vengono chiamati Festa dei Pani non lievitati (o Festa dei Pani Azzimi). La parola Haggadà significa “raccontare” ed è un’esperienza particolare ascoltare e fare memoria di un evento avvenuto più di tremila anni fa. Per gli ebrei non si tratta di una pia commemorazione di un evento lontano, ma di un’esperienza. Un evento fondamentale per tutto il popolo ebreo. Ognuna della festa ebraiche trasmette, infatti un messaggio divino che è radicato in un evento storico. La liberazione del popolo ebreo schiavo in Egitto è un passaggio fondamentale nella storia del popolo ebreo. Pesaq è l’ascolto della parola di Dio che rinnova l’alleanza di un popolo.

La lettura dell’Haggadah dice “schiavi noi fummo in terra d’Egitto”, conosciamo il senso delle privazioni, questo ci aiuta ad apprezzare di più quello che abbiamo attorno. Abbiamo passato il Mar Rosso e attraversato il deserto “con i cammelli e i cavalli”, Pesach ci insegna a difendere la nostra identità nonostante le avversità, vivere da ebrei significa uscire da questa crisi assieme». Dopo apprezzeremo la libertà ( Ruth Durighello Presidente Comunità Ebraica)

Auguri a tutti gli ebrei che vivono la speranza che l’Epoca messia­nica, della pace, dell’armonia, dell’amore fra tutti i popoli, sia proprio lì, dietro la porta di casa, porta che durante il Seder, (la cena di Pesaq) viene lasciata aperta: “chi vuole entri, mangi e celebri Pesach”.

Auguri ai nostri fratelli ebrei!

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