È morto lo scrittore Stefano Spera, il nostro ricordo e il suo rapporto con la Beata Chiara Luce Badano

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Ciao Stefano ! 

Il  tuo coraggio ci ha insegnato che la vita e’ un dono e che vale la pena di essere sempre vissuta.

Una vita ricca di interessi culturali la tua, nonostante le tue sofferenze, avevi sempre una parola e un sorriso per tutti. Hai incarnando a pieno lo spirito di Gesù e hai vissuto la tua malattia come strumento del piano salvifico di Dio per l’umanità.

La testimonianza di Chiara Luce Badano ha contribuito a darti la forza di vivere e a regalarti la  luce che brillava nei tuoi occhi. Queste le tue parole: 

“ Nessuno come Chiara Luce è mai riuscito a cambiare la mia vita in modo così stravolgente. Sì, già sapevo che bisogna offrire le proprie sofferenze a Gesù per aggiungerle ai meriti della sua croce, sapevo che solo quello era il modo per non portare invano la mia di croce; il problema per tanto tempo, per me, è stato accettare tutto questo; almeno fino a quando non l’ho incontrata. A quel punto, tutte le mie riserve sono cadute, tutto è diventato chiaro, nitido: il senso della sofferenza, il come sopportarla, il modo di offrirla a Gesù; tutto grazie a lei divenne subito scolpito nel cuore come se l’avessi accettato da sempre.

Naturalmente l’ho incontrata attraverso degli scritti: ho cominciato con “Dai tetti in giù” di Franz Coriasco; poi ho approfondito con “Io ho tutto” di Michele Zanzucchi e ho terminato con “Nel mio stare il vostro andare” della fondazione Chiara Badano. Nonostante il nostro incontro sia stato soltanto tramite libri su di lei, Chiara è riuscita a comunicare con me meglio di qualunque altra persona con cui abbia mai comunicato attraverso un dialogo orale.

Tutto quello che mi ha insegnato sulla sofferenza non è semplicissimo da accettare e mettere in pratica per chi non ha uno spirito pronto ad imitare Cristo come lei, siccome neanche il mio lo è, spero che Gesù al di là del risultato accetti il mio impegno.

Chiara scriveva: “Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande. Forse potrei restare su questo letto per anni… non lo so. A me interessa solo la volontà di Dio, fare bene quella, nell’attimo presente: stare al gioco di Dio” .

Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. (Col. 1, 24).”

 

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