Al via la campagna del MIC sulle fiabe

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Cappuccetto Rosso, Il Gatto con gli Stivali, Cenerentola, La Bella Addormentata, Barbablu sono solo alcune delle fiabe protagoniste della nuova campagna del Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini a sostegno delle Biblioteche d’Italia e dei tanti tesori che custodiscono.

Sono storie incantate quelle custodite ne “Il Libro delle Fate”, un volume del 1880 che raccoglie nove racconti scritti nel XVII sec da Charles Perrault, autore che, insieme ai fratelli Grimm della tradizione tedesca, gettò le basi per un nuovo genere letterario, la fiaba, rielaborando i suoi racconti da precedenti novelle e proverbi popolari.

Tuttavia, come specificato nell’introduzione del volume, Perrault non fu certo l’unico a cimentarsi in una tale impresa: “non è merito d’invenzione in questi lavori, ma solo d’ordine, di misura, di stile, di buon gusto”.

Fu infatti uno scrittore italiano di inizio Seicento ad utilizzare per la prima volta la fiaba come forma di espressione popolare: Giambattista Basile. Ma se, nell’introduzione, gli editori ammettono che “Pur ci avrebbe tentati l’idea di far più noto agli italiani un prosatore così immaginoso e ricco di così tanto spirito” è altresì vero che Basile ebbe il limite di aver scritto in napoletano “e alla viziatura del tempo aggiungendo le viziature del dialetto, peccò di prolissità e di soverchia copia di riboboli”.

Di conseguenza “volendo scegliere, fra le molte forme che ricevettero i racconti delle fate, la più elegante nella sua semplicità, abbiamo dovuto ricorrere a Perrault”.

L’antico volume è reso ancora più prezioso dalle illustrazioni di Gustave Doré, che ha dato vita ad alcune delle sue incisioni più celebri e meglio riuscite.

Grazie alla voce di streghe, fate, animali, eroi, re e regine, boscaioli, antagonisti e principesse vengono sempre trasmessi specifici insegnamenti morali: ammonire la curiosità, lodare le virtù che nonostante le difficoltà vengono sempre ricompensate, rimanere uniti nei momenti difficili, diffidare degli estranei.

Il volume è conservato presso il Salone della Crociera del Collegio Romano, sede “distaccata” della BiASA, Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma con sede a Palazzo Venezia. Il patrimonio documentario della Biblioteca è ad oggi valutabile intorno i 380.000 volumi più un cospicuo numero di periodici, materiale grafico, manifesti teatrali, cinquecentine e altri documenti.

Inoltre, hanno da poco preso il via i lavori che daranno alla Biblioteca, entro il 2024, una nuova dimora: Palazzo San Felice, nel complesso del Quirinale.

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