Ebru, muore per i diritti umani

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Ebru Timtik, condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, è morta, in silenzio e in solitudine, in una stanza d’ospedale di Istambul, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.
Il 14 agosto, la Corte costituzionale turca aveva respinto la richiesta di rilascio a scopo precauzionale sia per lei sia per il collega Aytaç Ünsal, entrambi in sciopero della fame, nonostante le loro condizioni di salute fossero già molto critiche.
Ebru, membro dell’associazione di avvocati “People’s Legal Office” (Halkın Hukuk Bürosu), è stata condannata e incarcerata perché insieme ai suoi colleghi, si opponeva al regime di Erdogan, continuando a difendere altre persone accusate dello stesso crimine.
Il suo cuore al 238esimo giorno di sciopero della fame non ha retto, il suo corpo che pesava, oramai poco più di trenta chili, aveva altri bisogni, fame e sete di un cibo che non perisce, quello della giustizia e dell’equità .
Un corpo che ha lottato, giorno dopo giorno, per i diritti umani di tanti uomini e donne e per questo non voleva saperne di stare zitto.
Ebru chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui la giustizia è inesistente, sopratutto se sei donna e avvocato che si batte per i diritti umani.
Oggi è sotto gli occhi di tutti, che in Turchia diritti e libertà sono stati cancellati, l’attuale regime, comprime la vita democratica e non è più possibile far valere ì propri diritti con la parola, con il voto o con una manifestazione in piazza .
La tutela universale della dignità umana e il diritto di autodeterminazione dei popoli appaiono un utopia, che mette a repentaglio la pace nel mondo.
Grazie avvocata Ebru per il tuo impegno, lassù continua a sperare e a credere in un mondo in cui il diritto ad avere diritti esiste davvero.

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